Correva l’anno 1976 ........

............e il Guinness dei primati si riferiva allo shar-pei come ad il cane più costoso e raro del mondo. Immagine di AmadeusLe ragioni di questo record vanno ricercate tre anni prima, nel momento in cui arrivò negli Stati Uniti una richiesta di aiuto per salvare una razza cinese in via di estinzione. I mittenti erano Matgo Law e Chung Ching Ming di Hong-Kong, che erano in possesso di diversi esemplari di questo cane sfuggiti per miracolo alle persecuzioni maoiste.
L’aspetto curioso, il pericolo di estinzione, l’esotismo di una razza sconosciuta attirarono l’attenzione e subito cominciarono le importazioni: pochi mesi dopo nascevano i primi allevamenti di shar-pei negli Stati Uniti, paese destinato a diventare in breve il punto di riferimento mondiale per l’allevamento di questa razza.
La leggenda vorrebbe far risalire questo cane alla dinastia Han (200 a.C. circa). Pare che all’epoca fosse molto diverso dal cane di lusso che è, o almeno che è stato, fino a qualche anno fa. Piuttosto si trattava di un rustico cane da strada, da caccia o da guardia in relazione al periodo e al luogo. Le notizie in seguito scarseggiano, finché secoli dopo nel sud della Cina non diventano popolari i combattimenti tra cani.
Lo shar-pei fu impiegato per molto tempo e con successo in questo lavoro, fino a quando la burrasca della rivoluzione comunista non cominciò a perseguitare anche gli animali domestici, considerati decadenti e superflui. I soggetti che poterono salvarsi furono proprio quelli esportati ad Hong­ Kong ed a Macao che in quegli anni era portoghese.
Arriviamo così ai giorni nostri. Il rinnovato interesse internazionale spinse ad ulteriori ricerche e così i due appassionati di Hong Kong trovarono qualche esemplare superstite nei villaggi della Cina, mentre gli americani riuscirono a rintracciarne qualcuno a Taiwan. Ovviamente non si può parlare dello shar-pei senza considerare la particolare conformazione del manto.
Centinaia di persone nel mondo si sono innamorate della razza proprio nel vedere i rugosissimi cuccioli annegare nella propria pelle. In pochi sanno però che i cani adulti, correttamente costruiti, non devono conservare l’aspetto dei piccoli. Le rughe nei soggetti adulti devono essere presenti sul collo e sulla giogaia (che non deve essere però eccessiva), e sulle spalle.
Qualche ruga può arrivare a metà del tronco, le zampe anteriori devono essere lisce mentre quelle posteriori con un accenno di pelle ai garretti. Le troppe pieghe portano inevitabilmente la pelle a non respirare, favorendo infiammazioni e infezioni anche molto gravi. Inoltre non era raro che l’eccesso di pelle sugli occhi, già infossati, impedisse al cane di vedere, mentre lo sfregamento della palpebra sulla cornea causasse una tortura perenne per l’animale. Fortunatamente questa tendenza all’ipertipo è rientrata, e l’orientamento dei veri appassionati della razza è quello di produrre dei soggetti sì belli e tipici, ma soprattutto sani.
Tuttavia restano ancora dei problemi per quanto riguarda gli occhi, è comune infatti praticare l’estroflessione della palpebra, ovvero aprire gli occhi dei cuccioli e cucire le ciglia in alto per evitare che raschino contro la cornea e, inoltre, se non basta, entro l’anno di vita praticare l’entropion per evitare problemi futuri. Un’alimentazione corretta, preferibilmente costituita da carni bianche o agnello e una spazzolatura regolare consentono invece di evitare l’insorgere di eventuali problemi alla pelle, che tolta la sensibilità alle infezioni è robustissima e cicatrizza molto in fretta, in caso di ferita, ricordo del passato di combattente di questo cane”.
Shar-pei significa pelle di sabbia.
E’ infatti questa la sensazione che dà al tatto il mantello dei soggetti a pelo corto, il cosiddetto horse coat. Più morbido è il pelo di tipo Brush, lungo fino a 2.5 cm. I colori riportati dallo standard sono nero, crema, fulvo e focato (color fuoco per non confondersi con nero focato che non è ammesso).
Quindi esistono i colori diluiti, che non hanno nessuna pigmentazione nera per cui pelle, naso e unghie sono dello stesso colore del mantello. Ad esempio nel nostro standard si legge solo crema, mentre in realtà esiste il crema pigmentato caratterizzato dal naso color mattone bordato di nero e la lingua blu, viola o nera, e il crema diluito che presenta invece naso e lingua chiari (rosa) ma le orecchie fulve.

UN FLEMMATICO GUERRIERO CINESE


Come spesso succede per tutte quelle razze dall’aspetto fuori dalla norma, belle o particolari, facilmente ci si avvicina allo shar-pei per ragioni puramente estetiche, ignorando la vera natura e le caratteristiche più importanti della razza. Molti pensano infatti che si tratti di un cane da compagnia rugoso ed un pò strano e neanche immaginano quale sia stato il passato e quali siano le reali attitudini della razza.
Immagine di DejaniraE’ certamente vero che attualmente lo shar-pei assolve alla perfezione il ruolo di cane da compagnia.
E’ infatti affettuoso, giocherellone e socievole con tutti i membri della famiglia, anche se un pò testone. Non è mai però invadente o fastidioso e conserva sempre una certa flemma orientale per cui spesso può sembrare distaccato dal mondo che lo circonda.
Non si può però dimenticare che lo shar-pei era un cane da combattimento.
Tutto nella sua struttura fisica richiama questa attitudine: la taglia media, la testa massiccia, la pelle abbondante e robusta, la chiusura potente del morso rigorosamente a forbice. Per questo è molto importante farli socializzare moltissimo fin da piccoli, facendogli incontrare cani ed altri animali. Si potranno così avere soggetti adulti decisamente "gestibili".
Un altro aspetto spesso non considerato è l’attitudine della razza alla guardia. In genere gli shar-pei non danno confidenza se non conoscono e mantengono una dignitosa riservatezza che non si traduce mai in codardia e neanche in attacchi spropositati.
Per cui in un contesto di guardia, se abbaiano all’estraneo alla porta, nel momento in cui si accorgono che è gradito smettono e non continuano a stargli addosso. Invece, in assenza del padrone, abbaieranno ma non morderanno se l’estraneo non manifesterà cattive intenzioni.
La maggioranza degli shar-pei fa tutto questo naturalmente.
Per contro i soggetti ben allevati, che hanno mantenuto inalterate le caratteristiche cinesi di carattere, sono degli ottimi cani da guardia, di buona taglia, molto equilibrati che si possono lasciare anche con i bambini. Inoltre nel 90% dei casi non prendono cibo dagli estranei, anche se si vede chiaramente che vorrebbero farlo a causa dell’abbondante salivazione.